Ogni anno, nel mondo, vengono effettuate milioni di cremazioni utilizzando bare tradizionali in legno. Una pratica che comporta un impatto ambientale significativo:
Questi elementi evidenziano i limiti ambientali dell'attuale modello di cremazione.
Le emissioni associate alla bara sono circa tre volte superiori a quelle generate dal corpo. Questo dato conferma che la bara rappresenta il principale fattore di impatto ambientale del processo di cremazione.
Alberto Recchioni, chimico, ha sviluppato il progetto in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell'Università Politecnica delle Marche.
La soluzione consiste in un cofano innovativo realizzato in bioPE, un polimero di origine biologica ottenuto da fonti rinnovabili (canna da zucchero). La sua caratteristica distintiva è un'impronta di carbonio negativa, pari a −2,12 kg di CO₂. Dal punto di vista chimico, il bioPE e il legno presentano caratteristiche strutturali profondamente differenti:
I protocolli di prova completi, i parametri di misurazione e i relativi dati sono disponibili per la consultazione, previa sottoscrizione di un accordo di riservatezza (NDA), ai fini della valutazione tecnica.
A parità di condizioni operative:
1) La bara in bioPe consente una riduzione delle emissioni di CO₂ pari al 90% rispetto a una bara tradizionale in legno.
| Inquinante | bioPE (20 kg) | Legno (70 kg) |
|---|---|---|
| CO₂ (Analisi del ciclo di vita – LCA) | 19,6 | 200,0 |
| PM (Particolato) | basso | elevato |
| IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) | basso/nullo | medio |
| COV (Composti Organici Volatili) | basso | elevato |
| CO | basso | basso/medio |
| Ceneri | ~0 | elevato |
La nuova soluzione consente di ridurre fino al 90% le emissioni di CO₂ associate alla bara, abbattere le emissioni di particolato e di composti organici volatili (COV), ridurre pressoché a zero la produzione di ceneri e migliorare l'efficienza operativa degli impianti di cremazione.
Per queste ragioni, rappresenta una risposta concreta alle crescenti esigenze di sostenibilità del settore, in particolare nei contesti urbani, dove gli impianti di cremazione sono soggetti a requisiti ambientali sempre più stringenti.
In condizioni operative controllate, il sistema consente di ottenere:
Accensione più rapida;
Rriduzione dei tempi di cremazione di circa il 15-20%;
Riduzione del consumo di gas;
Incremento della capacità operativa del forno di circa il 18%;
Riduzione dei residui e del carico sui sistemi di filtrazione.
Struttura priva di adesivi;
Assenza di componenti metallici; anche gli elementi di chiusura sono realizzati in bioPE e si inseriscono con una semplice pressione;
Peso ridotto (circa 20 kg), che facilita tutte le operazioni di movimentazione;
Elevata stabilità strutturale;
Struttura impermeabile, che contribuisce a migliorare la gestione igienica durante l'eventuale periodo di attesa prima della cremazione.
Queste caratteristiche semplificano le operazioni di movimentazione, trasporto e stoccaggio, risultando particolarmente utili nei contesti ad alta domanda di cremazione, dove possono rendersi necessari periodi di stoccaggio temporaneo.
Il cofano è stato progettato con una geometria impilabile, che consente una significativa riduzione del volume rispetto ai tradizionali cofani in legno. Questa caratteristica permette di ottimizzare gli spazi di stoccaggio e la capacità di trasporto, contribuendo a migliorare l'efficienza logistica e a semplificare la gestione operativa lungo l'intera filiera.
Possiamo sintetizzare l'impatto di questa soluzione come segue:
| Parametro | Bara in legno | Cofano in bioPE |
|---|---|---|
| Configurazione strutturale | Rigida | Impilabile |
| Spazio richiesto (stoccaggio e trasporto) | 100% (riferimento) | Fino al 70% in meno |
| Efficienza logistica | Limitata | Sensibilmente migliorata |
| Ottimizzazione della supply chain | Limitata | Migliorata |
| Manutenzione operativa | Standard | Semplificata |
Riduzione stimata sulla base della geometria impilabile rispetto alla tradizionale bara in legno.
Il processo produttivo si basa su:
Stampaggio a iniezione ad alte prestazioni
Processi industriali scalabili
Qualità produttiva costante
Capacità produttiva su larga scala
I polimeri bio-based sono già disponibili su scala industriale e sono compatibili con le infrastrutture produttive esistenti.
La tecnologia è protetta da un portafoglio di brevetti internazionali (PCT), e si estende ai seguenti Paesi:
Il brevetto tutela sia i materiali impiegati sia le soluzioni costruttive sviluppate appositamente per il processo di cremazione, rendendo il progetto difficilmente replicabile.
La tutela brevettuale non si limita a proteggere la proprietà intellettuale del progetto, ma ne sostiene anche il potenziale sviluppo industriale e favorisce future collaborazioni tecnologiche a livello internazionale.
Il brevetto costituisce inoltre una solida base per ulteriori approfondimenti tecnici e per lo sviluppo di collaborazioni con operatori del settore funerario e aziende attive nelle tecnologie per la cremazione.
Alberto Recchioni, chimico, è l'inventore e titolare del brevetto.
Questo progetto non si limita a sostituire un prodotto esistente: definisce un nuovo standard.
«Il progetto, che impiega il bioPE al posto del legno per la realizzazione di una bara da cremazione, propone una soluzione unica. I tempi di introduzione sul mercato di questa soluzione sono urgenti, alla luce del cambiamento climatico e delle previste evoluzioni normative."»
UNICA si distingue dalle soluzioni oggi disponibili perché non richiede alcun adeguamento strutturale degli impianti e risponde concretamente alle esigenze operative e ambientali del settore funerario.
Per i gruppi funerari e i gestori di impianti crematori che intendono rafforzare il proprio impegno verso la sostenibilità, l'adozione di UNICA rappresenta un'opportunità concreta per rafforzare la propria competitività e consolidare un'immagine aziendale orientata all'innovazione e alla responsabilità ambientale.
Contribuire all'evoluzione sostenibile dei processi di cremazione significa contribuire concretamente all'evoluzione dell'intero settore.
L'innovazione tecnologica rappresenta:
Un'opportunità per migliorare l'efficienza operativa
Una riduzione misurabile dei consumi energetici
Un vantaggio competitivo in termini di sostenibilità
Un concreto elemento di differenziazione in un mercato in continua evoluzione.
In un settore in cui sostenibilità (ESG), efficienza operativa e governance assumono un ruolo sempre più centrale, questa innovazione rappresenta un'opportunità concreta per contribuire all'evoluzione degli standard della cremazione in Europa.
Il principale valore strategico risiede nella capacità di coniugare efficienza operativa e riduzione delle emissioni, favorendo un approccio alla cremazione più sostenibile e misurabile che guarda al futuro. In un mercato caratterizzato da una limitata innovazione strutturale, investire tempestivamente in tecnologie scalabili e orientate alla sostenibilità significa rafforzare la propria competitività e costruire un vantaggio duraturo.
I dati riportati derivano da prove condotte in condizioni controllate, realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Scienza e Ingegneria della Materia, dell'Ambiente e Urbanistica (SIMAU) dell'Università Politecnica delle Marche.
I protocolli di prova completi, i parametri di misurazione e i relativi dati sono disponibili per la consultazione, previa sottoscrizione di un accordo di riservatezza (NDA), ai fini della valutazione tecnica.
Il progetto è stato sviluppato per ridurre la massa e la complessità strutturale tipiche delle tradizionali bare in legno.
Grazie alla ridotta massa del cofano (circa 20kg) e alle caratteristiche del bioPE, la combustione avviene più rapidamente senza generare sollecitazioni termiche significative nella camera di cremazione. L'energia complessivamente sviluppata rimane infatti sostanzialmente paragonabile a quella di una tradizionale bara in legno.*
Ciò consente di sfruttare in modo più efficiente l'energia di combustione, mantenendo invariati i normali parametri di funzionamento degli impianti di cremazione.
Come per ogni innovazione tecnologica, le prestazioni dovranno essere confermate attraverso prove operative in condizioni controllate.
Un cofano in bioPE inizia a bruciare immediatamente dopo l'introduzione nel forno, poiché la temperatura di accensione dei biopolimeri, come bioPE e bioPP, è compresa tra 330 e 350 °C.
L'energia sviluppata è paragonabile a quella della tradizionale bara in legno.
Tuttavia, nel bilancio energetico della cremazione, il contributo del cofano rappresenta solo una parte limitata del processo, mentre il corpo ne costituisce la componente predominante
Il corpo determina la durata totale del processo di cremazione.
Il cofano in bioPE brucia più rapidamente rispetto alla bara in legno.
Il cofano in bioPE si consuma più rapidamente rispetto alla bara in legno, per questo il tempo necessario alla sua combustione si riduce significamente.
La soluzione proposta non si basa su una tecnologia sperimentale, bensì su materiali e processi produttivi già consolidati e disponibili su scala industriale.
Braskem, produttore del bioPE, è in grado di garantire forniture rapide e volumi adeguati anche per produzioni su larga scala.
Fin dalla fase di progettazione, particolare attenzione è stata dedicata alla fattibilità industriale della soluzione, affinché potesse essere realizzata con tecnologie produttive già disponibili.
Il processo produttivo si basa sullo stampaggio a iniezione ad alta efficienza, con una capacità fino a 16 cofani all'ora, assicurando una produzione standardizzata, elevata produttività e qualità costante.
I polimeri bio-based, come il bioPE, mantengono caratteristiche meccaniche paragonabili a quelle dei polimeri convenzionali e sono già impiegati in numerosi settori industriali.
Anche la struttura del cofano è stata progettata per semplificare la produzione grazie a:
— geometria semplificata;
— assenza di componenti metallici;
— assenza di adesivi;
— struttura modulare.
La soluzione non richiede quindi materiali sperimentali né processi produttivi innovativi, ma applica tecnologie industriali già consolidate a un nuovo ambito di utilizzo. Come per qualsiasi nuovo prodotto destinato alla produzione industriale, il passaggio alla commercializzazione richiederà ulteriori attività di ingegnerizzazione, prototipazione e validazione in condizioni operative.
Il percorso di introduzione sul mercato potrà essere articolato in fasi progressive (progetto pilota → implementazione regionale → estensione all'intera rete), affiancate da adeguate misure di gestione del rischio, quali la qualificazione di fornitori alternativi della materia prima, la definizione di scorte di sicurezza e specifici protocolli di assicurazione della qualità.
Le caratteristiche costruttive del cofano offrono importanti vantaggi logistici.
La struttura del cofano è progettata per garantire:
leggerezza (circa 20 kg);
stabilità strutturale;
impilabilità, per ottimizzare gli spazi di stoccaggio;
impermeabilità, per una migliore gestione igienica durante l'eventuale periodo di attesa prima della cremazione.
Queste caratteristiche semplificano le operazioni di movimentazione, trasporto e stoccaggio, nel pieno rispetto del decoro del rito funebre.
Risultano particolarmente vantaggiose nei contesti in cui l'elevata domanda di cremazione rende necessario il ricorso a periodi di stoccaggio temporaneo.
No.
La soluzione è stata progettata per integrarsi negli impianti di cremazione esistenti, senza richiedere interventi di adeguamento delle infrastrutture.
Gli eventuali cambiamenti riguardano esclusivamente le procedure operative, come la movimentazione e la preparazione del cofano, e potranno essere verificati nell'ambito di un progetto pilota.
La soluzione è stata sviluppata per migliorare l'efficienza operativa e ridurre i consumi energetici, andando oltre il semplice confronto del costo unitario del cofano.
La valutazione economica dovrebbe quindi considerare il costo complessivo di ogni cremazione, includendo il consumo di gas, la durata del ciclo, la capacità produttiva dell'impianto e la riduzione degli interventi di manutenzione.
Su richiesta e nel rispetto della riservatezza, è possibile sviluppare un'analisi economica personalizzata sulla base dei parametri operativi del cliente.
Il progetto è stato sviluppato tenendo conto sia delle esigenze operative sia degli aspetti culturali che caratterizzano i servizi funerari.
Il design è sobrio ed essenziale, in linea con i canoni della cerimonia funebre contemporanea.
In molti Paesi cresce la sensibilità verso le tematiche ambientali e un numero sempre maggiore di famiglie potrebbe apprezzare una soluzione in grado di ridurre l'impatto ambientale della cremazione, preservando al tempo stesso la dignità della cerimonia.
La diffusione della soluzione dipenderà naturalmente dal contesto culturale, dalle modalità di presentazione e dalla sua integrazione nelle pratiche funerarie già in uso.
La soluzione è tutelata da un portafoglio brevettuale internazionale (PCT), con estensione negli Stati Uniti, nell'Unione Europea, in Giappone e in Cina.
La protezione brevettuale riguarda sia l'impiego di materiali di origine biologica sia le soluzioni costruttive sviluppate specificamente per il processo di cremazione.
La documentazione brevettuale e le possibili modalità di licenza possono essere condivise nell'ambito di un confronto tecnico, a supporto della valutazione e dello sviluppo del progetto.
Una volta condivisi obiettivi e modalità operative, il progetto pilota può essere avviato in tempi rapidi.
La fase iniziale comprende la scelta dell'impianto, la fornitura dei cofani destinati alle prove, la definizione delle modalità di valutazione e l'affiancamento del personale nelle attività operative.
Il calendario delle attività sarà definito con il cliente in base alle esigenze organizzative e agli eventuali adempimenti normativi.
Direttore – Dipartimento di Ingegneria
Università Politecnica delle Marche – Ancona, Italia